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L'abbronzatura è data dalla produzione di un pigmento protettivo, la
melanina: i raggi del sole attivano delle cellule specializzate presenti
nella pelle, i melanociti, che producono la melanina e la immagazzinano in
vescicole che migrano tra le cellule della pelle. È questo pigmento, insieme ad
un altro, il carotene, prodotto da altre cellule della pelle, che agisce
come una barriera protettiva verso i raggi del sole e che dà il colore bruno
caratteristico dell'abbronzatura.
Le variazioni di colore della pelle abbronzata tra le persone dipendono proprio
dal numero, dalla distribuzione e dalla dimensione di queste vescicole. Le
persone con la pelle chiara o i bambini, che non producono grosse quantità di
melanina, sono le persone che più facilmente si scottano. Anche alcuni farmaci o
alcune malattie possono contribuire a diminuirne la produzione.
In ogni caso, le creme solari
protettive che si usano per abbronzarsi senza scottarsi, devono essere usate
in modo appropriato, scegliendo un "fattore protettivo" adeguato al tipo di
pelle ed al luogo in cui si è. Il fattore protettivo indica infatti la
potenzialità filtrante della crema, la sua capacità di proteggere la pelle dai
raggi solari. Il potere filtrante varia da 3 a 25 ed è proporzionale al tempo di
esposizione ai raggi solari: più è alto e più una persona può godersi il sole
senza subire scottature.
Quindi mai esporsi al sole senza adeguata protezione e farlo gradualmente,
preferendo le prime ore del mattino o quelle del tardo pomeriggio. Specialmente
nei mesi più caldi, luglio e agosto, evitare l'esposizione dalle 11 alle 15.
Ripetere l'applicazione della crema solare ogni volta che ci si bagna e se si
suda molto. La prima applicazione dovrebbe avvenire circa 30 minuti prima
dell'esposizione. Mantenere idratata la pelle, magari utilizzando dei
nebulizzatori, facendo attenzione però che in questo modo non si elimini la
protezione.
(fonte:
Intrage www.intrage.it)
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