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palermo
Il ruolo della propoli nell’alveare è principalmente quello di
proteggere dal freddo e dai possibili predatori: si rivela un ottimo collante
per rinforzare e otturare eventuali fessure presenti nell’arnia, inoltre è un
utile isolante per bloccare il fenomeno della putrefazione di corpi estranei
rimasti imprigionati all’interno dell’alveare. Già gli Egiziani, osservando
questi fenomeni, usavano la propoli nella pratica della mummificazione; in
seguito l’utilizzo si è diffuso in medicina come antisettico.
La propoli è costituita essenzialmente da una miscela di composti di natura
aromatica e fenolica presenti nelle piante, in particolare è la grande
ricchezza di flavonoidi che assicura la funzione più preziosa: quella
antimicrobica. Si riscontrano inoltre numerose sostanze benefiche, tra cui
acidi grassi, aminoacidi, vitamine, sali minerali, la cui distribuzione
percentuale è molto variabile in funzione delle stagioni e del tipo di
vegetazione presente nel luogo.
L’utilizzo è indicato principalmente per combattere le infezioni
dell'apparato respiratorio come raffreddore, mal di gola, influenza, ma la
sua peculiarità è l’ampia versatilità: dalla cura dell'igiene orale, contro
alito cattivo, gengiviti, infiammazioni della bocca in genere, alle
cicatrizzazioni lente e difficili; da dermatiti, screpolature, foruncoli,
eczemi, a problemi ginecologici fino alla cura di gastriti, coliti e ulcere.
Come per tutti i prodotti naturali, anche la propoli può provocare, seppure
molto raramente, allergie che si manifestano generalmente con reazioni cutanee.
Si consiglia di iniziare con piccole dosi.
Oggi la propoli viene estratta con moderne tecniche che ne assicurano la
purezza, rendendola disponibile in farmacia in varie forme:
soluzione idroalcolica,
soluzione glicolica, capsule, colluttorio, sciroppi, spray orale e nasale,
unguento, utilizzata da sola o associata ad altri componenti che ne
completano l'azione.
Non esiste una quantità standard definibile per l’assunzione della propoli. In
genere si consiglia per la soluzione alcolica, la più usata, dalle otto alle
dieci gocce al dì disciolte a piacere in poca acqua o in cucchiaino di miele,
per i più piccoli nella classica zolletta di zucchero.
(Articolo tratto da www.lifegate.it)
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